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Martedì, 30 Agosto 2016 11:09

Eugene Smith - Catturare l'essenza

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Il 21 settembre presso il Centro Culturale di Milano, e per la prima volta a Milano, si inaugurerà la mostra fotografica dedicata a Eugene Smith (1918-1978).

Chi è Smith?

E’ uno dei grandi maestri del reportage fotografico moderno, un fotografo con una capacità innata di raccontare le storie attraverso la fotografia, eliminando gli stereotipi, i preconcetti e avendo ben chiaro il risultato già al momento dello scatto. Non è mai stato un reporter formale, amava la post produzione in camera oscura fatta anche di sovrapposizioni d’immagini e ritocchi, non per “falsificare” ma per sovrapporre una visione personale creativa che elevi la condizione umana ad una dimensione epica.

Inizia a fotografare molto giovane e quando si iscrive all’università e da subito collabora con riviste locali per poi essere contattato dal settimanale Newsweek, da cui venne cacciato quasi subito perché si rifiutò di fotografare con un marchio imposto dalla redazione. I conflitti con i committenti caratterizzarono tutta la sua vita professionale, forte sostenitore che la fotografia dovesse avere una funzione etica, non esitava ad imporsi sulla scelta delle fotografie da pubblicare, sull’impaginazione e la sequenza non rimane per molto a spasso perché viene subito contattato dalla celebre rivista Life, che lo assume per coprire il teatro bellico del Pacifico nel secondo conflitto mondiale. Qui si distingue pubblicando delle immagini che diventeranno famose e imprescindibili. Purtroppo durante un bombardamento una granata lo ferisce in modo grave al volto e per i due anni successivi vivrà una tormentata vita fatta di continui interventi chirurgici e di angoscia psicologica sulla sua ripresa fisica e capacità di ritornare a fotografare.

Eugene comunque è un uomo determinato e il suo ritorno sullo scenario fotografico, sempre collaborando con Life, fa uscire capolavori di reportage come:

  • "Spanish Village", in cui è raccontata una cittadina spagnola in pieno franchismo
  • "Country Doctor", narrazione fotografica dell'attività di un medico generico nella campagna americana
  • "Minamata", in cui fotografò i tragici effetti dell'inquinamento da mercurio in Giappone

I sui bianchi e neri "sporchi" sono dirompenti aggiungono quei "puntini sulle i" che non danno scampo allo spettatore che si trova risucchiato nelle sue immagini “ascoltando” il suo racconto.

Muore nel 1978, per una grave forma di diabete, dopo aver conseguito (due anni prima) con l’aiuto di Ansel Adam una cattedra all’università dell’Arizona.

Perché è importante andare a vedere questa mostra fotografica?

Semplice!!! Perché saranno esposte ben sessanta stampe originali eseguite e curate personalmente da Eugene Smith, una retrospettiva su tutta la sua carriera di fotoreporter, proveniente dalla collezione privata di H. Christopher Luce di New York, vi assicuro che sarà una gioia per i Vostri occhi e per la Vostra anima.
L’esposizione, ideata da Camillo Fornasieri, direttore del CMC, curata da Enrica Viganò

Dove

Centro Culturale di Milano
Largo Corsia dei Servi, 4 - Milano
TEL. 02 86455162
E-Mail segreteria@cmc.milano.it

Quando

da mercoledì 21 settembre a domenica 4 dicembre 2016

Ingresso

Libero

Venerdì, 24 Aprile 2015 12:09

Federico Patellani - Professione fotoreporter

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Federico Patellani

Professione fotoreporter

Palazzo Madama (Cortile Medievale) – Piazza Castello - To

Dal 23/04/2015 al 13/09/2015

 

Federico Patellani è stato il primo fotogiornalista italiano e uno dei più importanti fotografi italiani del XX secolo, la cui produzione è eseguita quasi tutta per i giornali, Dal suo ricco archivio sono state selezionate 90 fotografie in bianco e nero che meglio rappresentano la carriera di Patellani dalla fine della Seconda guerra mondiale alla metà degli anni Sessanta, quando il fotografo si dedicò soprattutto alla fotografia di viaggio. Federico Patellani racconta un’Italia che cerca di dimenticare il passato, la guerra, e di scovare le proprie radici, di costruire un nuovo paese che si evolve, da società contadina a società industriale. La mostra è suddivisa in sezioni tematiche: La distruzione del paesaggio urbano italiano alla fine della seconda guerra mondiale, la ricostruzione e la ripresa economica, il sud e la Sardegna, la nascita dei concorsi di bellezza e la ripresa del cinema italiano, i ritratti degli artisti e degli intellettuali. Patellani, laureato in legge, si avvicina alla fotografia durante il servizio militare, per documentare varie operazioni. Dal 1934 inizia a collaborare con il “Tempo”, l’allora settimanale impostato come il “mitico” Life americano e luogo dove al tempo parecchi intellettuali collaboravano. Solo dopo la guerra grazie alla sua fine cultura riesce con efficacia a lavorare sulla sua passione di narratore fotografico e fin da subito i reportage appaiono sulle riviste come racconto dell’Italia che cambia: dal referendum monarchia-repubblica all’occupazione delle terre nell’Italia meridionale e del lavoro dei minatori di Carbonia, dal lavoro nelle campagne e nelle fabbriche alla nascita dei concorsi di bellezza speranza di molte giovani donne che volevano uscire da una situazione di miseria postbellica, dal mondo del cinema a quello dell’arte e della cultura, qui grazie al lavoro intrapreso con diversi registi e produttori italiani dell’epoca come Mario Soldati, Carlo Ponti, Dino De Laurentis e Alberto Lattuada riesce ad avere un palco privilegiato che “sfrutta” per ritrarre molti se non tutti i personaggi cinematografici: Totò, Sofia Loren, Ingrid Bergman, Gina Lollobrigida, Silvana Mangano, Elsa Martinelli, Anna Magnani, Giulietta Masina, Fellini, Visconti De Sica. Ma anche artisti e letterati come: Thomas Mann, Carlo Carrà, Giuseppe Ungaretti, Elio Vittorini, Ardengo Soffici, Filippo de Pisis. Le sue fotografie sono ancora oggi attuali perché prive di retorica.

Il catalogo in vendita (€28,00) presso la mostra, è a cura di Kitti Bolognesi e Giovanna Calvenzi, pubblicato dalla Silvana Editoriale.

 

23 aprile - 13 settembre 2015

Palazzo Madama – Corte Medievale

Piazza Castello - Torino

Dal martedì al sabato ore 10-18 (la biglietteria chiude un'ora prima)

Domenica ore 10-19 (la biglietteria chiude un'ora prima)

Lunedì di apertura straordinaria:

lunedì 27 aprile ore 10-18

lunedì 4, 11, 18, 25 maggio ore 10-18

lunedì 1 giugno ore 10-18

Orari nei seguenti giorni festivi:

Sabato 25 aprile ore 10-18

venerdì 1 maggio ore 10-18

martedì 2 giugno ore 10-18

Tariffe

Biglietto intero: Euro 8

Biglietto ridotto: Euro 5

Omaggio:

- bambini fino a 14 anni di età compresi

- portatori di handicap + 1 accompagnatore

- possessori di coupon omaggio de La Stampa

- giornalisti con tesserino in corso di validità

- guide turistiche munite di patentino

- possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte

- possessori di Torino + Piemonte card + un bambino di 12 anni muniti di tessera

- possessori Torino + Piemonte card junior (12-18 anni) muniti di tessera

- possessori di coupon omaggio generico

Giovedì, 23 Aprile 2015 13:05

EPILOGO E GENESI DI UNO SCOPO

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….ho da tempo in corso un progetto/pensiero che tratta di …… partendo dalla perdita di volontà fotografica causata dal sentirsi dire sempre le stesse cose, la definizione e l’esposizione e ma dovevi farla così… e ma dovevi fare come ho fatto io cosà, dai tutti l’hanno fatta cosà!!! ….

2 marroni

Tutte le foto fatte come se fossero matematica, come delle espressioni da terza media, il risultato deve essere identico e lo devono esserlo anche i passaggi, BASTAAAA.

Ed è li che arriva giusto a fagiolo questa luce nel buio, forse con questa lampada percorreremo strada nuova, scoprendola, camminandola. Nuova linfa. Grazie E

Guardare il mondo attraverso un obiettivo per farsi guardare dal mondo per un obbiettivo diverso.

Ave

Mercoledì, 15 Aprile 2015 14:05

L’ALTRO LATO DELLO SCOPO

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…. Dai sposta il viso a sinistra dell’inquadratura, il soggetto guarda verso destra (in verità perdendo una parte del ruolo !!) Lasciagli aria no?!!?

Mi guarda con due occhi sgranati tipo….ma vieni da Marte?.... e mi dice “ ..scherzi? se la metto li poi visto che ci guarda lei, non guardi tu e ti perdi metà della foto”; pietrificato dalla sua sicurezza e dal tono, azzero i pensieri. Anni sentendo quasi sempre la stessa frase, se guarda un'azione che si svolge o anche solo il nulla, se il soggetto guarda di lato lasciagli lo spazio.

Mentre i miei due neuroni emulano sinapsi, attorno a me i presenti continuano la loro esistenza … non ce la posso fare, nego!!! È blasfemo tutto quello che ho sentito …..ma so… vero che lo so … so nel profondo che è verità!!! Il discorso è inattaccabile. Quindi Lei ha ragione; lentamente scivolo, accompagnato dallo stridulo verso dei gabbiani, in un limbo profondo e tetro, tutti i punti fermi crollano. Ora voglio che sia vero; analizzando a memoria scatti fagocito il dogma, lei sa da pochi minuti che deve farsi riconoscere nelle sue foto, non dalla firma con il PH, solo gli asini hanno scritto asino sulle loro cose, ma dall’anima e lei rende vano il mio consiglio perché è già un gradino avanti, anzi due pianerottoli sopra.

Ovvio che non finisce qui…..

Giovedì, 02 Aprile 2015 12:07

1° APRILE 2015 sembra uno scherzo ma …..

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….arriva la primavera, si cambia, si cambia per non cambiare nulla.

…..così abbiamo abbattuto qualche muro e modificato le stanze, buttato la rumenta e lo spettacolo è ora a voi svelato

….. dopo un fermo biologico ecco il nuovo sito in onda!!

Nuova la veste grafica ma le solide basi sono le stesse; scelte condivise che porteranno lontano, volontà comune che rende chiara la via.

La passione per la fotografia e la voglia di migliorarsi sarà il segno distintivo che ci porterà lontano.

Continuate a frequentarci e avrete da FCA (FotoClubAiruno) un punto di ritrovo aperto a tutti.

Per i primi 100 iscritti alla newsletter offriremo info gratuite per 6 mesi su tutte le iniziative di FCA; poi

allo scadere della promozione con un solo cenno del capo tramuterete l’offerta da “gratuita per 6 mesi” in “a vita”

…..non chiacchere!!!

Ave

Venerdì, 10 Maggio 2013 16:45

….non gioco più, adesso me ne vado…..

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….non gioco più, adesso me ne vado…..

… così dicendo Luca raccoglie il suo pallone abbandona il campo e se ne và. Chissà perché sono sempre i Luca ad avere la palla, ricordo un identico Luca, anche lui continuava ad andarsene con la palla; quando si accorgeva che qualcuno giocava meglio di lui, raccoglieva il pallone e profetizzando ci lasciava …pensandoci ora credo sia anche colpa dei suoi genitori, li conoscevo, i figli “fanno quello che fai e non quello che dici” quindi quelli frustrati generano prole paranoica. Perché poi …………. tolto dalla competizione, era “così un bravo ragazzo” intelligente ci si ragionava tranquillamente; però poi essendo debole e insicuro con la stessa facilità con cui lo si calmava bastava poco per ri-istigarlo e raggirarlo plagiandolo con false lusinghe o donandogli qualche dolcetto….. lo sapeva bene chi tra di noi faceva il doppio gioco… lo trasformava in uno spacca marroni versione Gulliver. Lui come un orso solitario non pensando agli effetti delle sua azioni si era lentamente isolato… bhè non se lo filava quasi nessuno….poi in oratorio un altro pallone c’era sempre… non era di cuoio, non era lucido, non rimbalzava diritto; ma aveva un caratteristica fondamentale per creare gioco, non spariva mai!!!!! Mentre Luca diventando sempre più preda di chi con un Chupa Chups lo trascinava dalla propria parte, si era eclissato…..lui e il suo bel pallone non li abbiamo più visti.

Forse avremmo potuto comunque tentare di capirlo meglio, non era tutta colpa sua/dei suo genitori; ci siamo accorti, dopo, che era anche colpa nostra; per quale motivo non lo abbiamo trattenuto, sarebbe bastato poco le prime volte,…..

poi chiaramente gli eventi sono precipitati, avremmo potuto farlo vincere per qualche tempo, in verità lo facemmo, MA tutti questi tentativi non hanno fruttato…..visto che il pallone non era più uno strumento adesso aspettava che fossimo contati per poi “mettere il muso” e andarsene ….. non serviva nemmeno il pretesto, si litigava per nulla, poi con l’arrivo di quelli un pò più grandi, furbi, lo abbiamo perso definitivamente. Ci siamo trovati in campo in 21 giocatori partita finita ….. ma bastò Marco che disse “stò fuori io il primo tempo” e torniamo pari ….. l’iniziò di una nuova di mille altre partite. Probabilmente senza Luca sarà un altro sport, ma sicuramente sarà calcio e non il solito …si lui mi ha fatto fallo possibile che non lo hai visto ….siete tutti d’accordo, lo fate apposta perché io sono il più forte…. troppe prime donne troppe chiacchere e poco distintivo, ne fu prova una serie di confronti fuori dall’orticello, in casa eravamo tutti campioni ma come andavamo in un altro campo ci passavano sopra come rulli compressori, ci resimo conto che erano tanti più bravi di noi, e fu un bene scoprirlo, da quel giorno cominciammo a migliorare carpendo schemi e rafforzati dal confronto crescemmo…..

 

Poi un giorno ritrovo Luca, sono passati anni, è diventato “un uomo di successo” …cioè, stà bene. Non ho mai dubitato di questo era intelligente e capace, ma è rimasto lo stesso ragazzetto, un uomo solo, che alla prima difficoltà o critica, minaccia prende il pallone e se ne và……

 

Noi invece continuiamo il nostro calcetto, campo corto per pance grosse…..lo scopo non è più il calcio ma la pizza dopo….il verità è sempre stata l’amicizia. A capo tavola lasciamo sempre un posto per Luca, lui però è orgoglioso del suo errore e non arriverà mai.

 

Lunedì, 27 Febbraio 2012 20:17

va va va SCATTO, non un attimo aspetta

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..certo che ora saprei cosa rispondere!! Finche non si palesa l’evidenza figlio mio, ogni fesso incoronato sembra il genio della lampada.

Sicuramente comodo per un padre dare al figlio il testimone e fargli percorrere la strada sulle proprie orme, peccato, veramente un peccato accorgersi troppo tardi che il bimbo prescelto non ha ne i piedi ne le mani….ops…

Capisco che il mio sia il migliore “stercorario”, ma dovrei, se gli volessi veramente bene, dimenticare il suo diritto di nascita, dimenticare che discende da sperma reale e dargli una bella palla di merda da spingere…..

…..tutto questo in aggiunta alle righe del mio pensiero precedente (Gaia); un fesso può influenzare la vita di tanti, può essere il “mule” o un semplice somaro, ma la persona sbagliata nel posto sbagliato è come un uragano categoria 5 devasta. Una faccia sorridente che nasconde il vuoto cosmico della scatola cranica che la sorregge non basta; nonostante i puristi credano che un contenitore svuotato da ogni atomo contenga comunque una misura cioè la distanza tra le pareti, v’assicuro che non basta per definire umani certi soggetti.

Ma tutto questo cosa centra con la fotografia??!????!

Stavo scattando, ero pronto, va va va scatto, non un attimo aspetta !!! quei due continuano a parlare, settati i parametri cerco l’attimo e ascolto meglio cosa si dicono e di colpo afferro il senso del discorso…..e come spesso accade, appena uno apre la bocca palesa il suo essere un indegno parassita; due inetti.

Quindi non vi fotografo, nella speranza che così voi non esistiate.

Vi lascio nel vostro elemento, il nulla.

Nel nulla!!! Posto dove dovrebbero stare altre fotografie e dove spesso metto le mie che per rispetto, volendomi bene, non scatto neppure. Già lo sapete, se si vuole un ritratto non basta una faccia a fuoco, bilanciata, bisogna raccontare, trasmettere un sentimento…………..

Beh insomma, non ho scattato, io sono il fotografo e devo avere il coraggio di non fotografare, devo allenarmi a scattare solo SE!!!

 

 

Martedì, 24 Gennaio 2012 20:48

Gaia

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Di questo ometto barbuto, un genio senza misura, mi piace abusare spesso anche per paragoni legati all’utilizzo degli attrezzi, ma ve lo racconterò una prossima volta ….. sono cresciuto con i telefilm a puntate…..
AVE


…  il paragone che uso frequentemente è in risposta ad un affermazione…. “ uuuu ma che bella foto, avessi anch’io una macchina fotografica come quella” … e in automatico parte la mia cantilena
… “ allora ruba un pennello di Leonardo e dipingi -La vergine delle rocce- …..”
 … non serve una MF per fotografare!!! La MF serve per mostrare la mia visione; e chi non è d’accordo scagli la prima pietra.


Ma oggi ho il virus del pessimismo; un ceppo virale mutato, mutato di proposito per   danneggiare la mia settimana e questi vostri 5min.
Pensavo ….. ma il mondo e la sua coscienza collettiva possono venir modificati da modelli e/o anomalie??   (gesti-carattere-azioni-scritti-canzoni-immagini) ….. tenterò di spiegarmi meglio.
Oggi per 10 sec. di troppo ho visto chiudersi il passaggio a livello davanti al muso della mia macchina, mi sono dovuto fermare!  ho spento il motore ho chiuso gli occhi doloranti e arrossati dall’influenza e ho pensato. Perché adesso devo perdere ¼ d’ora fermo davanti a queste sbarre ?  Veramente davanti alla mia c’è un'altra macchina …. Anche lei ha dovuto frenare, non poteva passare attraverso la sbarra .. si è vero che stava ancora scendendo ma era più giù che sù e la seconda sbarra non la prima ..beh pace, il sole è caldo e tutto sommato posso stare in silenzio e godermi il piacere delle palpebre che si inumidiscono nuovamente dopo momenti di arsura e bruciore davanti al monitor, se forse mi fossi soffiato il naso una volta in meno sarei riuscito ad uscire prima e passare davanti alla signora che con il suo procedere tormentato dai propri pensieri ha percorso 2km a 45 anziché 60Km/h …. Ma la domanda che mi perseguita è: quell’attimo d’ira che ha preceduto il ragionamento può aver in qualche modo influito sulla vita della signora?
Quindi se nel mio microclima 10 sec. hanno creato tutto sto scompiglio, possono esistere cose che modifichino il destino di Gaia senza che lei lo voglia? Oppure è Lei che modifica la nostra vita, esiste una “Coscienza collettiva” che possa essere influenzata da un solo uomo (Gandhi)  da un solo pensiero (i have a dream) una sola immagine (…)… 
 ma chi stà facendo casino ….
Credo sia veramente possibile quello che “Isaac Asimov” raccontava nell’epilogo della trilogia “della fondazione” …… comunque alla fine di tutto questo pensiero, penso sia giunto il momento!! Devo smetterla di prendere queste medicine, mi fanno male male … ma cosa continuano a suonare il clacson … miiiiiii si sono alzate le sbarre qualcuno inveisce lo sento … ho creato scompiglio cosmico nelle vite altrui?!!??  … e anche tu, si tu che leggi, sbrigati sei in ritardo!!!!
AVE
PS: prima di leggere (per chi non lo avesse già fatto) (a chi piace approfondire) tutta la trilogia che è formata da 7 libri …. per avere un idea di come scrive il supremo Isaac vi consiglio un racconto di 3 pagine  “ L’ultima domanda” si trova per intero online ….. se serve vi giro il link per e-mail.

Sabato, 24 Dicembre 2011 13:46

La chiara d'uovo 2

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DICEVO:

anche se prendessimo come esempio quel suo quadro della signora Lisa,

avrà appoggiato la Monna (mi sento un filo blasfemo nello scrivere con così tanta disinvoltura questi nomi) alla tela tracciandone i contorni con un carboncino e poi l’espressione ha potuto inventarsela, comodo!!!!! Voi provate a prendere una modella non professionista, proprio come Lisa e tentate di riprodurre un sorriso simile, impossibile. Per non parlare della gestione della luce tra modella in primo piano e lo sfondo…………….. vero è che oggi ho a disposizione programmi di fotoritocco e flash e quindi posso modificare l’illuminazione prima e dopo ma ………

Ma ritorniamo in carreggiata, come dicevo all’inizio, tra una domanda e una risposta di quella povera ragazza (quella del disegno), che al tempo studiava all’accademia delle belle arti di Brera, apprendo che il Da Vinci, abituato a fare del “quadro ritocco” sovrapponendo continuamente tono su tono, correggendo, modificando, operazione possibile con i colori ad olio, ma impossibile per gli affreschi, sul muro il colore veniva steso sull’intonaco ancora umido e l’intonaco doveva essere steso a piccole zone e affrescato velocemente di modo che la pittura e il supporto perdessero contemporaneamente l’umidità diventando una cosa sola.

Lui invece (Leonardo) non poteva concepire una simile cosa, era un perfezionista, doveva/voleva rilavorare continuamente le sue opere. Dovette quindi inventarsi un diverso approccio; rivestiva il muro con una mistura di carbonato di calcio e magnesio uniti da un legante proteico e prima di stendere i colori uno strato di “bianco di piombo” e a seguire la pittura con colori a composti da una tempera grassa realizzata probabilmente emulsionando all'uovo olii fluidificanti ….. una testina niente male … ricordo che stiamo parlando del 1498, questa procedura è stata scoperta durante l’ultimo restauro.

L’unica controindicazione è che così facendo il suo affresco si è quasi completamente sgretolato. Anche se in verità è arrivato a noi passando dal1400quasi1500 attraverso 2 guerre mondiali e 500 anni di insidie quindi tutto sommato……

Quando dico “ il suo affresco” non lo faccio perché unico nel suo genere per tipologia e procedimento, ma uso il singolare perché ne ha fatto solo uno, ci sono altre 2 suoi possibili lavori, sempre a Milano, uno è un boschetto su una volta (credo al castello Sforzesco) e un altro troppo distrutto per essere attribuito a qualcuno …… ma questo potrebbe essere un indizio. Poi se ne ha fatti altri senza avvisarmi non è colpa mia, è lui impreciso!!!

… e perché vi ho detto tutto questo? aaaaaHHH per la chiara d’uovo …

Di questo ometto barbuto, un genio senza misura, mi piace abusare spesso anche per paragoni legati all’utilizzo degli attrezzi, ma ve lo racconterò una prossima volta ….. sono cresciuto con i telefilm a puntate…..

AVE

Sabato, 24 Dicembre 2011 13:43

La chiara d'uovo 1

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….. precedente vita è una grossa affermazione, trattasi di vita metà fisica, (l’altra metà boh) diciamo fotografica, quella che vivevo facendo fotografie senza conoscere nemmeno il mezzo, bei momenti mi concentravo solo sulla foto, le immagini erano pessime, ma mi sentivo appagato. Veniamo ora a noi e al mio ciarlare: ho avuto una polaroid e a seguire Praktica e Canon passando attraverso il disegno, disegno di altri per vostra fortuna; nel senso che … mi spiego… io guardavo altri che lo facevano e li tediavo di domande fagocitando le risposte, una faticata!!!

Li ho imparato un sacco di cose che partendo dalla pittura si possono, con il copia e incolla (si ciao) adattare anche alla fotografia. Intanto inquadrare; per la pittura =mettere in cornice o inserire all’interno di un QUADRatO l’opera finita ma o/anche preparare la tela su un quadro, è molto molto simile al mio mirare con la Macchia Fotografica (che da ora abbrevierò MF). Assunto questo dogma possiamo affermare che, il Da Vinci che inchioda la tela sul quadrato di legno e il mio sbirciare nel mirino si possono equiparare. Ma, mentre per lui che “co du chiodi” aveva fatto la sua perfetta inquadratura, per me che uso una MF, l’inquadratura è complicatissima; quando inquadro se sposto la MF oh oh!!!! mi cambia l’inquadratura, risulta quasi impossibile scegliere, “ sarà più bello un po più a dx o a sx ???” ….. lui comodo comodo sposta, senza soluzione di continuità la tela nello spazio , senza variare di un pelo l’inquadratura che ha in mente; anche se prendessimo come esempio quel suo quadro della sig.ra Lisa, …..

 

Qui farei una pausa ….. non posso obbligarvi a leggere tanto di seguito.. …. a breve il resto

AVE

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